Showing posts with label O'Neil. Show all posts
Showing posts with label O'Neil. Show all posts
24.3.12
Mathieu O’Neil (AU) The Critique of Law in Free Online Projects
How do people analyze and critique injustice in free online projects? The online critique of capitalism appears contradictory, as the ability to thrive on the Internet is a manifestation of class domination; and whilst free information products oppose exchange value, they also stimulate the consumption of proprietary hardware. As for critiques of gender and ethnic domination: most definitions of what is fair and excellent online derive from the all-male and all-white universe of hackers. A type of online critique which may be less likely to reproduce wider social domination is the interrogation of rules and judgments. This critique of law contradicts the offline social order, where most judgment processes are opaque and the powerful laugh at the rules. But this critique must grapple with tensions caused by redefinitions of expertise; with the ethics of online research; and, in the case of Wikipedia,with the emergence of a specialized caste of “wikilawyers”.
28.1.12
Mathieu O'Neil - Cyberchiefs: Autonomy and Authority in Online Tribes (Pluto Press, Uk, April 2009)
People are inventing new ways of working together on the internet. Decentralized production thrives on weblogs, wikis and free software projects. InCyberchiefs, Mathieu O'Neil focuses on the regulation of these working relationships. He examines the transformation of leadership and expertise in online networks, and the emergence of innovative forms of participatory politics. What are the costs and benefits of alternatives to hierarchical organization? Using case studies of online projects or "tribes" such as the radical Primitivism archive, the Daily Kos political blog, the Debian free software project and Wikipedia, O’Neil shows that leaders must support maximum autonomy for participants and analyses the tensions generated by this distribution of authority.
Mathieu O'Neil is Adjunct Research Fellow at the Australian National University in the Australian Demographic and Social Research Institute, and Principal Researcher at Australia's Department of Broadband, Communications and the Digital Economy. He has contributed articles to Le Monde diplomatique, Maniere de voir and Factsheet 5. He has also worked as a magazine editor and designer, as an editor on the collective New Media Art weblog Under the Sun, and has curated international digital art exhibitions.
30.4.11
Da individui perennemente in transito a identità costruite sulla durata
"Uno dei problemi frequentemente sollevati in merito alla socialità in rete durante gli anni novanta dipendeva dalla difficoltà di applicare leggi o norme a individui perennemente in transito. Oggi invece si constata che gli individui che partecipano ai progetti di collaborazione costruiscono la loro identità sulla durata, tramite pagine personali che registrano le loro realizzazioni, i loro post e link preferiti ecc. Stabilire un'identità stabile (per quanto sotto pseudonimo) è solo il primo dei tanti modi con cui i progetti collaborativi di massa come Wikipedia o i blog si ispirano ai loro precursori, i progetti di software libero."
Mathieu O'Neil (L'autorità su Internet: per una teoria povera, pg.41, Aut Aut n. 347)
23.4.11
Eterarchia o Nuovo Ordine Mondiale?
Scrive Mathieu O'Neil: "Internet è dunque definita come ontologicamente opposta al dominio. E al di là di Internet, sembra che la stessa forma rete sia per definizione impermeabile a ogni tipo di potere legittimo. Gli esempi di questa qualità anarchica o eterarchica variano da filosofi radicali come Gilles Deleuze e Félix Guattari (con la loro nozione di rizoma decentrato e democratico) agli economisti più convenzionali, che sostengono che le reti non dispongono di un'autorità organizzativa legittima in grado di arbitrare e risolvere le dispute. Tra i sociologi, Manuel Castells sostiene analogamente che le reti comportano l'assenza di centro e quindi di autorità centrale. Per Luc Boltanski ed Eve Chiapello, le rete sono non-totalizzabili, cioè non regolate da un principio di equivalenza generale. (L'autorità su Internet: per una teoria povera. in Aut Aut n. 347)
Ma è proprio così, cioè la "forma rete" è impermeabile a ogni tipo di potere? Deleuze e Guattari avevano certamente un punto di vista differente in quanto, rispetto all'auspicio e alla valorizzazione di una pratica rizomatico-libertaria, non erano così naif dal pensare che il mondo della tecnologia e dei computer fossero la nuova panacea all'autoritarismo: intravedevano già i pericoli di un nuovo modo di ordinare lo spazio sociale e quello affettivo da parte degli "ordinateurs" e quindi in ultima analisi di un nuovo modo di esclusione della marginalità. A questo proposito è lampante ciò che dice Guattari nel 1975 all'Università di Vincennes, trent'anni prima della nascita di Facebook (2005) o di Meetic (2001). Il mondo web 2.0 è già tutto lì, enucleato nelle sue linee di forza attuali.
Ma è proprio così, cioè la "forma rete" è impermeabile a ogni tipo di potere? Deleuze e Guattari avevano certamente un punto di vista differente in quanto, rispetto all'auspicio e alla valorizzazione di una pratica rizomatico-libertaria, non erano così naif dal pensare che il mondo della tecnologia e dei computer fossero la nuova panacea all'autoritarismo: intravedevano già i pericoli di un nuovo modo di ordinare lo spazio sociale e quello affettivo da parte degli "ordinateurs" e quindi in ultima analisi di un nuovo modo di esclusione della marginalità. A questo proposito è lampante ciò che dice Guattari nel 1975 all'Università di Vincennes, trent'anni prima della nascita di Facebook (2005) o di Meetic (2001). Il mondo web 2.0 è già tutto lì, enucleato nelle sue linee di forza attuali.

