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21.9.15

:: Dromology Archive 11 :: Il silenzio alle sette di sera di Leibniz- Outro/Final Cut: Calculemus! - Parte XXII - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)

:: Dromology Archive 11 ::

Il silenzio alle sette di sera di Leibniz


"Per ritornare all'espressione dei pensieri per mezzo di caratteri, sento che le controversie non finirebbero mai e che non si potrebbe mai imporre il silenzio alle sette, se non ci riportassimo dai ragionamenti complicati ai calcoli semplici, dai vocaboli di significato vago ed incerto ai caratteri determinati ... Una volta fatto ciò, quando sorgeranno controversie, non ci sarà maggior bisogno di discussione tra due filosofi di quanto ce ne sia tra
due calcolatori. Sarà sufficiente, infatti, che essi prendano la penna in mano, si siedano a tavolino, e si dicano reciprocamente (
chiamato, se loro piace, un amico): calculemus. 
(Leibniz, Scritti di logica, [1689] 1962) pag. 237)


Final Cut: Calculemus!
Vorremmo terminare questa recensione con una felice immagine tratta dagli Scritti di Logica di Leibniz. Nella vexata quaestio, l'ultima parola, paradossalmente, spetta al numero e all'azione di maggiore aderenza alla realtà, il calcolo. Attualizzando la scena ai giorni nostri, a questo tavolo virtuale, in una sequenza temporale 'scardinata', anacronica, vorremmo convocati e seduti un numero maggiore di amici della Sapienza. Oltre allo stesso Leibniz, convocheremmo Marx, nonché Deleuze e Bogdanov, e di certo Mach e al Khwarizmi. A ognuno di loro sarebbe assegnato un pocket calculator in grado di «lavorare» a tempo esponenziale. E, come arbiter imparziali, tutti gli autori dell'antologia 'Gli algoritmi del capitale'. E che Pasquinelli, maestro di cerimonie, al cospetto di tale camerata, e per dirimere le insorgenti controversie, con gesto lucido e sguardo febbricitante, affermasse perentorio, in piedi: Et nunc calculemos!

(fine)

(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.

20.9.15

Dall’abbondanza rossa al «sylos» rosso: proposta per un nuovo bilanciamento di poteri - Parte XXI - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)

Dall’abbondanza rossa al «sylos» rosso: proposta per un nuovo bilanciamento di poteri




Siamo al termine dell'analisi della brillante antologia 'Gli algoritmi del capitale' che riteniamo il testo più avanzato, in Italia, sulle tematiche fin qui trattate. Al suo interno abbiamo trovato riflessioni necessarie e importanti, iper-attuali, a volte coniugate con «passaggi» vecchissimi - ci scusino gli autori per la franchezza. A volte il nuovo si fa strada anche con queste modalità: l’accelerazione - o la «linea di fuga» per parlare come Deleuze - si zavorra con l’arcaico o il neo-primitivo e, forse, sarebbe «alieno» trovare il «novissimo» già impacchettato e pronto per l’uso. Il canone cancrizzante a volte ritorna e non sempre si presenta con le forme già conosciute… Rimangono da effettuare alcune segnalazioni di singoli saggi presenti nel libro. La prima va a 'piattaforme per una abbondanza rossa' di un autore, Nick Dyer-Witheford, che stimiamo da tempo e del quale segnaliamo anche la recente uscita 'Cyber-proletariat' (Pluto Press, 2015). In 'piattaforme per una abbondanza rossa' l'autore indaga il celebre esperimento cileno 'Cybersyn', occorso ai tempi di Salvador Allende e concepito come ottimizzatore cibernetico della pianificazione socialista, incrociandolo, con la consueta maestria, alla fantascienza di Francis Spufford in 'Red Plenty'. Il tema principale del saggio potrebbe essere 'calcolo e comunismo': abilmente Dyer-Witheford intreccia la cibernetica sovietica, il Marx dei Grundisse, la catallassi dell'economista liberale Frederick Hayek e i teorici della pianificazione economica computerizzata, in una cavalcata suggestiva e godibile che stimola sia la lettura politica che la riflessione filosofica. Il secondo saggio da segnalare è della tedesca Mercedes Bunz, 'algoritmi della conoscenza  e trasformazione del lavoro'. Si tratta di un testo meno collegato al pensiero post-operaista e più interno al mondo dell'automazione della conoscenza nelle fabbriche del sapere. Oggi, ci spiega Mercedes Bunz, le università occidentali si sono strutturate come 'industrie del sapere' in cui gli esperti - o la nuova classe di istruiti - sta perdendo il proprio privilegio di 'expertize' a favore di una conoscenza abbondante e ben distribuita nel sociale. Il sovraccarico di informazioni, Internet e le nuove macchine soffici, la conoscenza digitalizzata, gli algoritmi e le app, mettono il ruolo dell'esperto - e dunque dell'intellettuale e dello specialista accademico-scientifico - sotto attacco, esternalizzandone de facto le competenze specifiche. La Bunz propone nel suo saggio un cambio radicale di approccio alla tecnologia grazie all'alleanza tra intelligenza algoritmica e umanesimo operativo ispirato dalla filosofia di Simondon, autore che si sta imponendo sempre più come centrale in questo tipo di analisi. Ultima segnalazione infine per Tiziana Terranova, filosofa italiana di ultima generazione, abile indagatrice del mondo digitale e delle sue pratiche più eterodosse fin dai primi anni Novanta. Il suo saggio 'Red Stack Attack' è, fin dal titolo, una sorta di risposta propositiva e combattiva al celebre saggio di Benjamin Bratton 'The Black Stack' (e-Flux, 2014) in cui il teorico americano indaga lo status normativo delle megastrutture 'inaspettate' del contemporaneo sistema globale di calcolo. Terranova, infatti, propone il proprio saggio come il risultato di un sapere sociale costruito nella Rete e dalla Rete, il cui fulcro di analisi è la relazione esistente tra capitale e algoritmo. Dunque l'algoritmo dal punto di vista politico, economico e finanziario: si parla di Bitcoin e di altre monete digitali, delle interfacce tra individuo-magazzino dati-nuvola, dell'algoritmo come 'capitale fisso', dell'assorbimento delle eccedenze di ricchezza ed energia nel ciclo produttivo del capitale. Rispetto ad altri pensatori dell'area post-operaista, la Terranova mostra e organizza un sapere più pronunciato del mondo digitale e delle culture network, che le permette di uscire da un evidente manierismo espositivo e intellettuale, caro ad altri autori di area, e che rende il suo testo il più avanzato nelle riflessioni in corso tra potenzialità e criticità della ragion algoritmica. ( segue QUI )

(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.

15.9.15

:: Dromology Archive 8 :: Robo-Trading Era, Algoritmi ad alta frequenza e il balenìo dello Schianto - Parte XVI - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (a cura di Matteo Pasquinelli)

:: Dromology Archive 8 ::
Robo-Trading Era, Algoritmi ad alta frequenza e il balenìo dello Schianto


Più di 5.000 operazioni al secondo. Per valori operativi totali, di un singolo operatore, superiori a 500 milioni di dollari; e tutto ciò per posizioni che in ogni caso vengono chiuse in giornata. A tanto arrivano gli HFT, i trader ad alta frequenza – definiti anche come algorithmic trader – che si sono sviluppati come una nuova forma ‘tossica’ o ‘endemica’ nel mondo della finanza mondiale, a partire dal biennio 2009-2010. Tale forma di trading schizofrenico ha assunto dimensioni preoccupanti: alcuni mercati maturi e altamente competitivi, come le piazze americane, londinesi e tedesche, vedono gli HFT produrre circa 1/3 delle operazioni giornaliere. A fronte di una tale mole di operazioni, mostruose per numero di ordini e valore totale di importi, le autorità che supervisionano i mercati sono corse ai ripari, cercando di limitare, sempre in ottica neo-liberale e pro-finanza, l’utilizzo di tali strumenti attraverso protocolli e linee guida imposti ai vari operatori di mercati. Ad oggi, dato che l’informatica regna sovrana sui mercati finanziari, ancora non è possibile distinguere tra trading algoritmico a bassa velocità e trading ad alta frequenza, dato che gli ultimi potrebbero simulare i primi, per sfuggire alle funzionalità tecniche predisposte dalle autorità di vigilanza.

Ma come opera la ‘bestia silenziosa e fulminea’? Le aziende HFT lavorano in mercati a fortissima accelerazione, attraverso strumenti estremamente sofisticati, algoritmi creati ad hoc che girano su software e hardware evoluti. Qui il vantaggio competitivo è dato in primis dalla velocità, sia d’esecuzione – spesso in frazioni di secondo – sia d’evoluzione, cioè i prodotti utilizzati per l’algo/HFT trading devono essere costantemente aggiornati per essere dinamici e flessibili. Questo tipo di operatività ha necessità, in prima battuta, di mercati liquidi, cioè mercati che possono ‘sopportare’ per quantità e qualità tale produttività; poi, in seconda battuta, nell’endogena latenza d’arbitraggi, ovvero l'algorithmic trader ‘lavora’ sullo spread che si forma ogni qualvolta su un singolo titolo, nel confronto tra bid/ask – domanda e offerta. In ogni caso, gli squilibri sistemici di tale dromotecnica è palese e già si è verificata nel «Flash Crash» del 6 maggio 2010 quando il NYSE perse il 10% del proprio valore in soli 36 minuti, generato da ordini di vendita massivi su un future Procter & Gamble, quotato nel mercato dei future a Chicago. Il titolo P&G sul NYSE crollò del 37% in un battibaleno, per contagio automatico del panico, da Chicago a New York. Qui gli HFT giocarono un ruolo fondamentale per allargare il crollo istantaneo su tutto il listino azionario del NYSE. Uno scenario tipico dell’accidente viriliano: a nuova tecnica, corrisponde un incidente amplificato dalle caratteristiche intrinseche della tecnica stessa. Gli schianti fulminei intraday dei mercati finanziari - i Flash Crash - stanno al trading ad alta frequenza, tanto quanto i crolli giornalieri o ciclici stanno al trading informatico a bassa velocità. Solamente 5 anni dopo il terribile e repentino schianto, il 21 aprile 2015, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha incriminato con 22 capi d’accusa un anglo-punjabi, il signor Navinder Singh Sarao, un algorithmic trader di base nella multietnica Londra Ovest che, dalla casa dei genitori, immise il 6 maggio 2010 la pioggia mostruosa di ordini sul mercato dei future di Chicago. Migliaia di ordini di vendita, per un totale di oltre 200 milioni di dollari su un singolo future P&G. Gli ordini di vendita subirono oltre 19.000 modifiche o sostituzioni nell’arco di pochi e frenetici minuti, prima di venir cancellati del tutto da Singh stesso. Ma il collasso per contagio tra titoli e tra mercati diversi ma iperconnessi, amplificati dagli altri HFT, causarono danni per miliardi di dollari e dimostrarono la fragilità sistemica della finanza mondiale. Non si tratta più della ‘mano invisibile’ del mercato, come scrisse Adam Smith oltre 200 anni orsono, ma della ben più prosaica voracità schizo di mercati altamente localizzati e specializzati che lavorano su squilibri sistemici mitigati da circuit breakers automatizzati. Accelerazione e Collasso in una mortale catena di anelli stridenti che si compenetrano…

(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.

14.9.15

Le assiomatiche marxiste e il tonfo empirico della «caduta tendenziale del saggio di profitto» - Parte XV - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)


Le assiomatiche marxiste e il tonfo empirico della «caduta tendenziale del saggio di profitto»



Il grappolo di domande deleuziane-guattariane a cui vogliono rispondere gli accelerazionisti sono domande dal futuro, provengono dal futuro - non ultima quella specifica domanda, affatto controversa, su quale processo accelerare tra quelli formulati come possibili dalla coppia di filosofi parigina. Alle quali domande si potrebbe rispondere con altrettante domande, questa volta derridiane, 'Dove andremo domani? Dove va, per esempio, il marxismo? Dove andiamo noi con lui?' (Spettri di Marx, 1994). Perché se escludiamo la 'politica della memoria, dell'eredità e delle generazioni', il futuro della politica accelerazionista, anche nella sua versione influenzata dal post-operaismo, potrebbe rimanere incerto se rimanesse ancorato ad assiomatiche marxiste che mostrano il limite intrinseco del contesto nel quale sono state concepite e limitano in particolare il loro doppio avvenire. Dato che una tale ricostruzione, in particolare sulla caduta tendenziale del saggio di profitto, eccede i compiti prefissati del nostro scritto, ci soffermeremo solo brevemente su quel punto cruciale della tesi n.6 in cui Pasquinelli - giustamente - vede l'equazione marxiana della caduta tendenziale del saggio di profitto come l'individuazione, all'interno del pensiero marxiano, dell'ingranaggio principale del capitalismo industriale. Bisogna intendersi fin da subito, in modo che, ciò che è storia, venga consegnata alla Storia, e ciò che è futuro vivente sia trasportato come un tesoro prezioso nel futuro. L'inefficacia o la problematizzazione del dogma della caduta tendenziale del saggio del profitto, comprendendo in questa inefficacia anche la formula marxiana intesa come motore primo delle ripetute crisi e dei collassi temporali del capitalismo, era già nota ai tempi dell'Anti-Edipo (1972). A noi pare una forzatura troppo 'meccanica' il fatto che la lettura e il riferimento all'accelerazione del processo del crollo capitalista, in Deleuze e Guattari, sia causata dalla resurrezione in toto della celebre formula sulla caduta tendenziale del saggio di profitto. Tale formula, o almeno la sua base epistemica, è osteggiata perfino da economisti contemporanei come Thomas Piketty e da intellettuali marxisti come David Harvey e Michael Heinrich, solo per citarne alcuni tra i tanti. Analisi economiche marxiste che partono dagli stessi dati economici, ma aggregati in modi differenti, arrivano a conclusioni diametralmente opposte: che l'equazione marxiana sia corretta e dunque, utilizzabile, o al suo contrario, sia parzialmente vera e, dunque, inapplicabile e disfunzionale dal punto di vista dell'economia capitalista. L'economia classica accademica, d'altra parte, aveva già superato la formula marxiana nel decennio che si apriva nel 1870, da William Stanley Jevons e la sua 'Teoria dell'economia politica' in poi.  
( segue QUI )

(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.

10.9.15

Oltre l'elaborazione del lutto: cyber-Marx e pensiero alieno - Parte XI - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)


Oltre l'elaborazione del lutto: cyber-Marx e pensiero alieno

L'antologia Gli algoritmi del capitale s'inserisce, con i continui riferimenti a Marx, nel dibattito contemporaneo sull'attualità filosofica del marxismo, sulla sua spendibilità immediata nell'agone politico e sulla sua ricchezza inesauribile come classico imprescindibile del pensiero 'critico'. Potremmo definire il lavoro di Pasquinelli come un atto del tutto legittimo sia di volontà speculativa che di militanza politica. La sua antologia ci presenta, infatti, una variante dell'accelerazionismo che potremmo definire 'marxista-post-operaista', figlia del più visionario pensiero eretico marxista italiano, operando in questo senso su tre versanti differenti.
1) Eredità - Il primo versante è orientato sia all'interno che all'esterno del contesto intellettuale italiano per ribadire, ancora una volta, quanto sia importante, originale ed ineccepibile l'eredità della tradizione filosofica e politica, anche eterodossa, del marxismo italiano post-1945, mettendo in luce quanto 'lascito' operaista e post-operaista sia presente nelle elaborazioni più recenti dell'accelerazionismo inglese.
2) Potenziamento - Il secondo versante è relativo a trasferire e diffondere le teorie accelerazioniste al di fuori del contesto inglese, impedendone in questo modo la chiusura in ristretti ambiti accademici e intellettuali londinesi, per costruire vice-versa un potente strumento di critica che abbia perlomeno, ma non solo, un afflato europeo. Evitando in tal modo che il dibattito politico e filosofico si risolva in posizioni pro e contro le tesi di Nick Land, il maggior esponente della prima ondata di accelerazionismo negli anni Novanta.
3) Innesto - il terzo versante riguarda l'introduzione, in Italia, dell'attuale dibattito politico e filosofico accelerazionista europeo, innestandolo e saldandolo nel dibattito della sinistra italiana, non solo marxista.


Eppure Marx è, per usare un eufemismo, politicamente convalescente al giorno d'oggi. Come affermava Derrida, Marx, nel biennio 1989-1991, era accreditato di un triplice lutto: Unione Sovietica, Comunismo, Marxismo. L’elaborazione accelerata del lutto marxista, da parte di Pasquinelli e degli autori riuniti nell’antologia, organizza invece una potenzialità del suo pensiero estremamente dinamica e suggestiva: un Marx cibernetico e non più, e non solo, 'industrialista'. È questo l’unico Marx possibile oggi, all’alba del XXI secolo? ( segue QUI )

(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.